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   la Grottella

 

LA  ROCCIA  E  LA  SORGENTE

La via postale che - fin dalle epoche più remote - percorre la Valle del Brenta, si snoda su un percorso più in quota dell’attuale tracciato stradale. Superato il gomito di Carpanè, sale la riva alta per poi abbassarsi fino quasi al Brenta, proprio in corrispondenza di uno sperone roccioso. Qui una sorgente perenne si getta nel fiume. Il luogo è noto, da sempre, come “Grottella”. Un’osteria, costruita proprio a ridosso della sorgente, sfrutta l’acqua freschissima per raffreddare il vino e la birra. Il fabbricato è presente nel catasto napoleonico del 1812. Si può, quindi, ammetterne l’esistenza almeno fin dal ‘700. Alla Grottella si fermano i carrettieri di passaggio. Il vino, la birra e l’acqua della sorgente sono di ristoro per uomini e animali.

LA  GUERRA

Le gigantesche trasformazioni del XX secolo arrivano con il rombo della Grande Guerra. L’arretramento del fronte, dopo il disastro di Caporetto, coinvolge direttamente la Valbrenta. La popolazione viene evacuata e proprio qui, alla Grottella, l’esercito italiano predispone la prima linea di sbarramento. Il primo ordine di reticolati è steso a un centinaio di metri più a nord della sorgente. Le postazioni, in sinistra Brenta, si spingono dal fondovalle fino alle Rocce Anzini. In destra Brenta, dall’abitato di Giara Modon al Col Carpenedi e, correndo sotto i roccioni del Sasso Rosso, a Costa Grigio. L’osteria è trasformata. Un avancorpo verso nord viene munito di mitragliatrice e un passaggio, scavato nella roccia, la collega alla contigua galleria ferroviaria. L’organizzazione difensiva della Vallata è scaglionata in profondità. Ben sette linee principali collegano altrettanti sbarramenti di fondovalle con i capisaldi sulle alture ai fianchi. Le linee possono essere così schematizzate.

 

 

1. Sbarramento della Grottella: da Col del Miglio ai roccioni di Costa Grigio.

2. Sbarramento di San Gaetano: dal Col Moschin ai roccioni di Costa Grigio.

3. Sbarramento di Valstagna: dal Col Moschin al Col d’Astiago.

4. Sbarramento del Merlo: dal Col Moschin al Monte Campolongo.

5. Sbarramento di Mi gnano: dal Col Raniero al Monte Caina.

6. Sbarramento di Solagna: dal Monte Gusella al Monte Caina.             

7. Sbarramento di Pove: da Pove al Monte Campesana.

Alla difesa della Vallata viene assegnato il XX corpo d’armata che schiera sul terreno due divisioni. La divisione di destra, da Rocce Anzini a Costa Grigio, copre gli sbarramenti a cavallo del Brenta. Quella di sinistra, da Costa Grigio alla Val Frenzela, ha lo scopo di bloccare eventuali irruzioni verso Valstagna. La divisione di destra, a cavallo del Brenta, dispiega una brigata in linea e un’altra in riserva, a Valrovina. L’ordine di battaglia della brigata in linea può essere schematizzato come segue.

-  Due battaglioni allo sbarramento di Grottella. Uno in sinistra Brenta, dal fondovalle alle Rocce Anzini. 

   L’altro, in destra orografica, da Giara Modon, al Col Carpenedi e a Costa Grigio

-  Due battaglioni sulla linea che, da Carpanè, sale per Costa Alta fin sotto il Col Moschin.

-  Un battaglione di rincalzo in Val delle Ore.

-  Un battaglione allo sbarramento del Merlo.

 

Il battaglione alla Grottella è così disposto: due compagnie in prima linea, la terza compagnia sulla linea arretrata fra Val della Corda e Pian dei Zocchi. A loro volta, le due compagnie in prima linea hanno quattro plotoni in postazione e gli altri quattro in diretto rincalzo. Nella galleria ferroviaria collegata all’osteria, probabilmente, stazionava uno dei plotoni destinati al rincalzo. Il poderoso sistema difensivo italiano viene messo alla prova con l’ultima e disperata offensiva austro – ungarica, nel giugno del 1918. Dopo alcune ore di bombardamento preliminare, nella mattinata del 15 giugno le fanterie passano all’attacco. Uno dei maggiori successi è colto sul Grappa, nella zona dei Colli Alti, sul fianco destro dello schieramento a difesa del Canale. Gli ungheresi, travolto il Col del Miglio, avanzano per qualche chilometro, fino a occupare il Col Moschin. Per evitare un avvolgimento alle spalle, le truppe a presidio dello sbarramento di Grottella arretrano sulla linea di San Gaetano. Verso sera, nel settore dei Colli Alti, la situazione migliora. Il giorno dopo viene ripreso il Col Moschin e, successivamente, anche il Col del Miglio. Nel Canale, perciò, non sono necessari ulteriori ripiegamenti. Nei mesi estivi, anzi, una serie di piccole azioni permette la rioccupazione del terreno perduto. Lo sbarramento di Grottella è ripreso integralmente con l’azione del 14 settembre 1918. L’ultima battaglia, l’offensiva italiana del 24 ottobre, si risolve con il collasso dell’esercito avversario. I reggimenti ungheresi, schierati di fronte allo sbarramento di Grottella, nella notte sul 30 ottobre abbandonano il fronte.

L’ ABBANDONO

Il fabbricato, durante queste vicende belliche, viene ripetutamente danneggiato. Finita la guerra non viene più recuperato. Dell’antica osteria restano solo il ricordo e pochi ruderi. I nuovi tempi sono all’insegna della velocità. La vecchia strada postale è diventata la Statale 47, solcata da un traffico sempre più invadente. Nessuno presta più attenzione ai ruderi. Solo la sorgente vive ancora un momento di gloria. Durante la disastrosa alluvione del 1966, garantisce l’acqua potabile a decine di famiglie della Valle. L’ammodernamento della viabilità, con la costruzione dei nuovi viadotti negli anni ’80, soffoca letteralmente Grottella nel cemento. Ma forse qualcosa si può ancora fare, almeno per ridare dignità al luogo….il resto è storia dei nostri giorni.

Alcune immagini che documentano il recupero

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