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Il forte durante la I° Guerra Mondiale
anno di costruzione: 1892 - 1895 armamento: 4 cannoni da 12 BRC/ret 2 da 87 in casamatta compiti: dominava la strada per Fastro e la deviazione per Mellame e Rivai compreso l'accesso per l'altopiano di Sorist guarnigione: 40 uomini come raggiungerla Alla fine dell'abitato di Fastro (in direzione Primolano), circa 200 metri dopo il bivio per San Vito, si stacca sulla sinistra una stretta strada asfaltata dalla quale, dopo un tornante, sulla sinistra si stacca una breve carrareccia sterrata di circa cento metri sulla quale è bene parcheggiare: essa costituiva l’accesso carrabile alla tagliata e termina proprio nel cortile dell'opera ove sbocca, anche il camminamento coperta che sale dalla tagliata della Scala. visita planimetrie della "Tagliata delle Fontanelle"
Il sistematico ricorso ai rinterri con materiale di risulta, allo scopo di defilare e pro teggere, ha creato attorno all’opera una sorta di collina artificiale che solo sulla fronte nord, in corrispondenza delle 4 cannoniere dell’ armamento principale, viene meno per non limitare il campo di tiro. Semisepolta sotto una cascata di detriti è attualmente lagalleria di controscarpa dell’angolo Sud-Ovest, che tra l’altro manca di buona parte del rivestimento in pietrame, probabilmente riciclato in case d’abitazione. Sul cortile del la batteria si aprono le casematte dei cannoni da 120G e, ai lati di queste, altre due ca sematte cieche con funzione di riservette. Su tutte si stende ancor oggi l’originario terrapieno teoricamente destinato proteggere i sottostanti locali. All’estremità occidentale, il perimetro della torre del corpo di guardia ed il relativo fossato, scavato nella roccia e sopraelevato rispetto a quello del corpo della batteria.
TAGLIATA DELLE FONTANELLE in origine
Posta su Cima Scala, sbarrava direttamente la strada Primolano – Fastro – M.Sorist. Essa era sostanzialmente una batteria sprofondata in terreno di riporto. Un fossato largo 4 metri e profondo altrettanti circondava l’intero complesso con pareti di scarpa e controscarpa in muratura, mentre l’unico accesso avveniva mediante un ponte in ferro scorrevole all’indietro. La costruzione era articolata su due piani. Nel sotterraneo si trovava la polveriera ed una capiente cisterna per l’acqua. Al pianterreno le 4 casematte dei pezzi erano aperte sul retro per lo sfogo dei fumi e le munizioni erano conservate nei locali alle due estremità. Le rimanenti casematte ospitavano le camerate, il comando, i servizi e la cucina. All’esterno del fossato era presente una costruzione in pietra dotata di feritoie per fucilieri e per pezzi a tiro rapido, essa guardava verso il Monte Sorist e nel sotterraneo forniva il collegamento con la caponiera coperta. Il “corpo di guardia esterno” era costituito da una costruzione a torre su due piani circondata a sua volta da un fossato scavato nella roccia a colpi di mina. La fortificazione poteva ospitare 40 uomini, in caso di conflitto 90. Anch’essa venne gravemente danneggiata durante la ritirata sul Grappa, ma venne poi definitivamente demolita dagli austriaci nell’ottobre 1918. Gli armamenti originariamente erano composti da: 4 pezzi da 120B e 2 pezzi a tiro rapido; nel 1904 vennero ridotti a: 4 pezzi da 120B con una dotazione di 2400 colpi.
Il complesso di sbarramento Scala - Tagliata nelle elaborazioni del servizio informazioni autroungarico
anno di costruzione: 1892 - 1895 armamento: 6 cannoni da 12 BR/ret 4 cannoni da 9 BR/ret 4 cannoni a tiro rapido compiti: sbarramento per la strada che porta a Feltre da Primolano quanto per la Valsugana guarnigione: 200 uomini
come raggiungerla Seguendo le indicazioni per Primolano, si lascia la superstrada della Valsugana per inoltrarsi nel tranquillo villaggio presso la cui chiesa si diparte la nota strada “della Scala” (indicazioni per Fastro/Arsie/Feltre). Salendo lungo tale tratta e parcheggiando l’automobile al sesto tornante, ci si trova dinnanzi alle rovine dell’ingresso principale della tagliata, laddove si apriva la porta carraia attraverso la quale doveva obbligato riamente transitare qualunque automezzo intendesse spostarsi tra Fastro e Primolano. visita Proprio dal sesto tornante, uscendo a sinistra, si raggiunge il corpo di guardia del l’ingresso, oltre il quale il bell’arco a tutto sesto reca come chiave di volta un ben con servato stemma sabaudo scolpito nella pietra. Facendo molta attenzione a camminare tra i detriti, le immondizie ed i vuoti della pavimentazione, si supera l’androne d’in gresso prendendo a sinistra l’imbocco del corridoio della batteria: una stupenda visio ne d’infilata, con una fuga d’archi in pietra a tutto sesto, si offre al visitatore permet tendo una rapida ispezione alle casematte del pianterreno. Uscendo poi (attenzione!) sulla precaria scalinata che scavalca il corridoio scoperto sul retro dell’interrato, si rag giunge il cortile interno ove, contro la roccia, si ergono i ruderi dei laboratori per la pre parazione dei cartocci ed il caricamento dei proiettili. Sulla spianata del cortile, si aprono anche i pozzetti della capiente cisterna del l’acqua potabile. Spostandosi all’estremità Ovest del forte, si raggiunge la piattaforma per le artiglierie in barbetta. Qui, nella parete retrostante, si apre l’ingresso della batte ria incavernata realizzata nel periodo di neutralità agosto 1914- aprile 1915: quattro casematte in roccia per artiglierie di medio calibro, una postazione blindata doppia per mitragliatrici e alcune riservette sono facilmente esplorabili in tutta sicurezza con 1’ ausilio d’una semplice torcia elettrica. Al primo piano della facciata ovest si notano le ormai inaccessibili latrine, un tempo raggiungibili dal ballatoio esterno che percorreva il fronte di gola dell’opera.
la tagliata Scala a fine 1917. Bene in evidenza il passaggio obbligato della strada Primolano-Feltre (foto arch. Girotto)
TAGLIATA DELLA SCALA in origine
Consisteva di una batteria in casamatta di forma ricurva, di una piattaforma d’artiglieria attigua al lato ovest e di una galleria casamattata per fucilieri sul lato est, attraverso la quale passava la strada in un androne a volta richiudibile. La batteria era preceduta da un fossato, oggi in parte sbancato da ampliamenti e rettifiche della sede stradale, largo 5 metri e fondo 6 con una controscarpa in muratura. Si estendeva su tre piani. I sotterranei, la cui parete frontale aveva uno spessore di 3 metri, ospitavano degli umidi locali utilizzati come alloggio, cucina e magazzino viveri ad ovest, mentre l’estremità est era occupata dalla polveriera e dalla cisterna per l’acqua. Lungo la batteria, verso l’esterno, correva una trincea scoperta profonda 4 metri con la funzione di garantire la giusta aerazione del sotterraneo. Il piano terra ospitava 8 casematte. Le prime sei, aperte sul lato posteriore, erano riservate all’artiglieria poiché dotate di un ampio settore di tiro laterale. Le ultime due invece erano adibite ad alloggi come la totalità delle casematte del primo piano, riservate al comando e agli ufficiali. Un magazzino per le munizioni di pronto impiego era ricavato da due caverne i cui ingressi davano sul cortile interno. Dalle scale interne che univa tutti i piani si accedeva ad una costruzione a forma di torre che si collegava con la caponiera, coperta e munita di feritoie. Essa costituiva un camminamento coperto per il rapido spostamento dei soldati tra le due Tagliate che proseguiva a spezzoni adattandosi alla forma del terreno. La caponiera era ad un unico piano, protetta da una volta al di sopra della quale era presente un terrapieno di 1.5 metri. Lo scopo principale dell’opera era quello di impedire, in caso di caduta della Tagliata inferiore, l’avvicinamento a quella superiore. La galleria per fucilieri ad est della batteria era formata da 28 casematte in pietra definite “a prova di granata”, dotate di feritoie. All’interno le casematte erano adibite a magazzino viveri ed alloggio. Alla fine della galleria, mediante scala, si accedeva al “corpo di guardia esterno” che possedeva feritoie per artiglierie a tiro rapido. La guarnigione era di 200 uomini, raddoppiabili in caso di conflitto. Quest’opera d' ingegneria militare rimase inutilizzata durante la guerra e fu abbandonata il 12 novembre 1917 di fronte all’avanzata austriaca, affinché le truppe potessero unirsi a quelle già schierate sul Grappa. La struttura fu parzialmente distrutta perché non cadesse in mano nemica. Gli armamenti originariamente erano composti da: 6 cannoni da 120 B, 4 cannoni da 90 mm e da 4 pezzi a tiro rapido; nel 1904 vennero ridotti a: 3 cannoni da 87 B, 3 cannoni da 42 mm a tiro rapido e da 4 mitragliere Gardner a due canne.
Il forte durante la I° Guerra Mondiale (foto arch. Girotto)
testo e illustrazioni tratte dal libro "Soldati e Fortezze tra Asiago ed il Grappa" edito dal Gino Rossato Editore di Girotto Luca Per gentile concessione dell'autore |