Cismon

 

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 Forte TombionMuseo degli Alpini

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Il paese si estende da Primolano, dove sorgono le ammirevoli e robuste fortificazioni disposte in direzione del Feltrino e della Val Belluna e la fortezza del Covolo di Butistone, fino al Corlo, sulla sinistra del torrente Cismon. In passato fu importante per la sua posizione strategica, che permetteva di controllare l'ingresso nella Valle, assurta a vero e proprio baluardo dei domini della Serenissima: questa situazione poté però sussistere per poco tempo infatti, a causa della guerra mossa a Venezia dalla lega di Cambrai, il territorio fu in parte ceduto all'imperatore Massimiliano d'Asburgo.

Arte e cultura

Cismon possiede una antica chiesa parrocchiale, profondamente restaurata intorno alla metà del XVIII secolo, che conserva il bel presbiterio e il campanile cinquecenteschi.

Notevoli esempi di architettura sacra sono anche il Santuario della Beata Vergine del Pedancino, dove si organizzano celebri feste decennali che attirano un gran numero di fedeli, e la chiesa di S. Bartolomeo di Primolano, dal bel campanile tardo romanico; la chiesa conserva un tabernacolo gotico e settecenteschi altari in legno intagliato.

Chiesa di San Bartolomeo a Primolano

Cappella della Pieve di S.Maria di Arsie, attestata nel 1190 e forse anteriore al 1000; ricostruita nel sec.XIX. Il campanile è del tardo romanico. L’altare maggiore ha una tavola dei Nasocchi raffigurante la Vergine Maria incoronata da due angeli e con a lato S.Bartolomeo e S.Giovanni (1530). Su una parete è murato un tabernacolo a muro tardogotico con l’iscrizione 1442.

 

Chiesa di San Marco a Cismon.

Posta sul colle di S.Marco, attestata nel 1173, ma forse anteriore al 1000. Ospedale.

L’attuale chiesa, dedicata a S.Maria e S.Marco, è posta in luogo diverso dalla precedente; in una cappella è custodita la statua lignea della Madonna del Pedancino.

C’è una tela di Girolamo Da Ponte raffigurante la Beata Vergine.

 

 

 

 

Madonna del Pedancino

Una devozione che risale al 1748, per un episodio accaduto il 18 agosto di quell’anno. In quella calda giornata estiva si abbatté un violento e improvviso temporale e la quantità d’acqua del Cismon diviene in poco tempo così tanta e travolgente da portare via tutto ciò che trovò sulla sua strada, abitazioni, lo stesso oratorio parrocchiale del Pedancino e facendo molte vittime. La statua della Madonna fu trascinata dalle acque impetuose per decine di chilometri fino a Friola di Pozzoleone. Il fatto, che sa del miracoloso, è che la statua rimase intatta seduta sul suo trono. La statua venne riportata a Cismon in una solenne processione facendo tappa in ogni paese della pianura e della vallata interessati dall’inondazione. La venerata statua fu poi sistemata nel 1760 nella cappella costruita appositamente. Da allora iniziò una profonda devozione in tutta la vallata del Brenta e in agosto si festeggia la ricorrenza con grandi festeggiamenti che vedono tutte le vie parate a festa con originali archi rivestiti di fronde di abete. Diventa un’occasione per stringersi attorno al proprio paese per recuperare le tradizioni e la propria storia.

Anche gli emigranti ritornano e si celebra pure la giornata dell’emigrante. Il termine Pedancino deriva dal fatto che il posto si trova ai piedi del monte Ancino.

 

Chiesetta e scuola del Col dei Prai

Sono edificate su un piccolo spiazzo chiamato Brocco, ricavato sbancando la roccia a monte e costruendo una masiera a valle, a quota 1061 sul crinale tra le valli Lavello e Frassine. La chiesetta, edificata nel 1940, è dedicata a S.Giuseppe, ha una navata di m.8x5 e un’abside profonda m.3. E’ costruita in pietra bianca locale su un basamento bugnato. Propone sistemi tipici della tradizione valligiana del ‘700, come le finestre a mezzaluna. Sopra la porta d’ingresso, con stipiti sagomati in pietra, si trova una nicchia con una statua di S.Giuseppe con in braccio il Bambin Gesù e un giglio. La scuola, vicina alla chiesetta, è costruita interamente in pietra, su due piani ed è dotata di una cisterna interrata che raccoglie l’acqua piovana. Il rustico locale di servizio per i due edifici presenta la copertura in lastroni di pietra.

Sempre sulla parte occidentale del Grappa un’altra scuola elementare fu costruita nella località "Lepre" in comune di S.Nazario.

Ghiacciaia. A poche centinaia di metri dalla chiesetta, scendendo lungo la mulattiera, si trova una piccola ghiacciaia con copertura a falsa cupola, che racchiude una piccola sorgente d’acqua.

 

Ex Stabilimento Lancia

E’ un notevole esempio di architettura industriale della metà del ‘900. Si rifà a stili della tradizione del primo 900 come le decorazioni e la serialità delle finestre, coniugati con le innovazioni introdotte col razionalismo. Di questo momento della storia dell’architettura non esiste altro esempio nel Canale di Brenta ed è un raro esempio anche nell’alto vicentino. La costruzione fu iniziata nel 1925 su terreno che il comune aveva ceduto alla "Società Anonima Industrie Chimiche del Veneto" con l’impegno di garantire 600 posti di lavoro. La proprietà passò poi alla Snia Viscosa e infine nel 1943 alla Lancia di Torino e lo stabilimento assunse l’aspetto attuale. Durante l’ultima guerra subì incursioni aeree e fu abbandonato. Ebbe un parziale uso come calzaturificio negli anni ’50, come fabbrica di elettrodomestici negli anni ’60 e poi come fungaia. Originariamente era composto di 2 grandi edifici collegati con tunnel sotterranei di servizio; nel 2000 la parte sud con le 2 centrali, una termica e una elettrica, è stata abbattuta. La parte nord principale è composta da una palazzina per la direzione, un grande edificio a pianta rettangolare collegato a un’altra palazzina-dormitoio. L’edificio è notevole per l’uso esteticamente pregevole di cemento armato, pietra e mattone pieno.

 

La chiesetta di S.Giovanni decollato

E' di età imprecisata, forse intorno al 1000. L’altare era dedicato a S.Giovanni il cui nome si festeggia il giorno del solstizio d’estate, l’unico in cui entrava un raggio di sole; il paliotto é affrescato con l’emblema bernardiniano: IHS in mezzo ad un sole con raggiera (sec. XVI). Sulle paretine che contornano l’altare lacerti di affreschi di difficile interpretazione. In un documento scritto dal pievano Bettini di Telve andato in visita nel 1598 è scritto: " Siamo andati in una sala assai grande rispetto al sito in cappo alla quale verso matina vi è un oratorio de grandezza per longo puocco più de sei cubiti e largo poco più de quatro cubiti. In esso oratorio vi è un altar sopra del quale vi sono dui candelieri d’ottone. Nella parete a cornu evangelii al cappo dell’altar v’è depento un crucifisso alli piedi del quale v’è S.Maria Maddalena, et a man destra la gloriosa Vergine, et a sinistra S.Giovanni".

 

Sbandidoni

Lungo la Val Goccia, presso la Casara Costa in località Covoli, ci sono alcune grotte vicino alle quali si trovano 4 tombe scavate nella roccia, di forma rettangolare ma arrotondate a una estremità, affiancate a due a due, di probabile epoca romana o longobarda. Sono di circa m.1.80 di lunghezza mentre la larghezza varia da cm.50 in testa a cm.30 ai piedi, la profondità è di cm.30; presentano un rialzo come guanciale. Al di sopra doveva esserci un coperchio del quale è evidente l’incasso nella roccia cui si addossava la tomba. Una di queste risulta ancora informe e incompleta, forse mai usata.

fonte: Comunità montana del Brenta

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Gruppo Alpini Cismon Museo di Guerra  Via Roma, cappello Alpino in cuoio

Gruppo Alpini Cismon Museo di Guerra Via Roma, cassette portamunizioni

Gruppo Alpini Cismon Museo di Guerra Via Roma, granata 210 a gas italiana trasformata in nicchia

Gruppo Alpini Cismon Museo di Guerra Via Roma, particolare di granata shrapenel italiano

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